Mistero e Avventura nel II° Secolo a.C.

Per molti potrebbe essere difficile comprendere quale fosse la mia bellezza, la mia unicità, dopo che la mano di un artigiano mi modellò anni fà, visto che ora sono solo un reperto all’interno di un museo archeologico. “Frammento di orlo di ciotola in ceramica a vernice nera” riporta la guida del museo, ritrovata in una frazione sperduta del Comune di Casteldelci, in Valmarecchia, sull’Appennino, eppure io sono nata a circa 1500 km di distanza, in un’altra Nazione, ed ero parte di una serie di ciottole e vasi che un artigiano aveva creato per poter essere venduta al porto, ai marinai che poi sarebbero stati per mare, mesi e mesi.

Il porto era quello di Atene, e ci troviamo nel II° Secolo a.C. in un periodo dove le persone viaggiavano attraverso nuovi territori, scoprivano nuovi mari e facevano guerre con nuove popolazioni, al fine di garantirsi potere. Era un pereiodo dove erano forti anche gli scambi commerciali fra le città del Mediterraneo, del Mediterraneao e dell’Adriatico. Questo lo affermo perchè probabilmente dopo esser partito dal porto di Atene, il mio proprietario, arrivò al porto di Ariminum, cittadina di grande importanza commerciale sul mar Adriatico, cittadina che oggi è conosciuta come Rimini, un importante centro balneare.

Ariminum era la terza città, come importanza storico economica dell’Impero Romano, dopo Ravenna e Roma, grazie al suo porto dove avvenivano scambi commerciali in quantità davvero importanti, ed inoltre era una zona dove coesistevano colonie di Etruschi, Greci, Celti, diverse fra loro ma dove avvenivano attività di scambio fiorenti. Per tanto il mio proprietario, una volta arrivato sarà sicuramente andato nella colonia greca e magari avrà scambiato le sue vettovaglie con dei manufatti celti, una spada, delle fibule o forse dei gioielli, visto che poi la parte finale della mia vita l’ho passata a Gattara, insediamento celtico sull’Appennino Tosco-Romagnolo, a molti chilometri dall’Adriatico.

Gattara, già, che luogo affascinante e misterioso, nascosto dalla vegetazione ricca dell’appennino, e vedetta sul Fiume Marecchia, la via di transito più importante per raggiungere il mare, davvero un luogo strategico scelto prima dai Celti (Gatt=Bosco) e successivamente dai Duchi di Carpegna, proprio per la sua posizione di sentinella sulle strade che congiungevano il Tirreno e quindi la Toscana, con le Marche, la Romagna e quindi con l’Adriatico.

Ora, qui, a Casteldelci, faccio bella mostra di me all’interno del Museo Archeologico “Uguccione della Faggiola”, racchiuso dento quello che è un altro gioiello storico-culturale-architettonico del Borgo, ovvero la Casa Museo “S.Colarieti”, e narro la mia storia a curiosi, rumorose scolaresche, e a chi viene incuriositò dal fascino di questo piccolo ma ricco Museo, che comprende anche la Sezione di Storia Moderna dedicata all’Eccidio Nazifascista avvenuto il 07 Aprile 1944 a Fragheto, una frazione del Capoluogo.

Se quindi vorrai venire a conoscermi meglio, venire a conoscere un borgo silente e la sua ricca storia, farti circondare per qualche ora dalla magia di un luogo immerso nel verde, carico di storie e curiosità, io ti aspetto a Casteldelci (Rn), all’interno della Casa Museo, nelle stanze del Museo Archeologico, per farti scoprire tesori che non immagini, storie partite chissà dove e finite qui, quasi per magia, a far bella mostra di se, per poter alimentare la tua curiosità.

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