C’era una volta ?

Nei miei più che 50 anni di vita mi è capitato alle volte di trovarmi in pieno inverno e di non avere avuto ancora modo di ammirare il manto nevoso prendersi la scena, e immacolare le nostre montagne, la nostra valle, ma quest’anno lo vivo come davvero strano il non vedere cadere la neve, forse perchè in pieno inverno ci sono 12 o 15 o addirittura 22° in pieno giorno, oppure perchè dentro di me si fà spazio una triste consapevolezza data dalla crisi climatica che è in atto, Per chi vive in montagna è davvero una strana situazione, strana e molto, molto preoccupante.

Guardando poi oggi le gare di Coppa del Mondo di Sci, il mio cuore ha pianto. Cosa non si fà per uno sponsor, per un guadagno. Mi chiedo che senso abbia lamentarsi che non c’è neve, che il clima stà impazzendo (non sò se poi il vero pazzo sia lui), che non ci sono più qui inverni di una volta e poi, invece che pensare realmente ad una salvaguardia della montagna e del suo clima , in nome del dio denato, dello spettacolo, dei contratti milionario con le tv, facciamo proseguire forzatamente il circo bianco. Ma siano davvero sicuri che in condizioni simili, portare migliaia e migliaia di persone sulle nostre montagne a vedere uno spettacolo triste, che meglio non potrebbe definirsi (mi ricorda le esibizioni delle foche e dei leoni marini negli acquari), dove atleti richiano, scendendo lungo lingue bianche di acqua ghiacciata contornate da un verde quasi primaverile, portino beneficio, e non invece siano una rovina, ulteriore smog e riscaldamento, laddove si siano già fatti anche troppi danni ? Chiedo….

Possibile che davvero non ci entri in testa che questi potrebbero essere gli ultimi giorni utili per poter far retrocedere qualcosa che ci porterebbe all’autodistruzione ? Nelle nostre catene montuose non ci sono più ghiacciai, gli animali sono disorientati, non riescono più a regolare il loro letargo, le piante fioriscono in periodi inappropriati, assistiamo a fioriture di alberi da frutto in periodi troppo prematuri, che con gelate primaverili (che prima o poi arrivano, arrivano sempre), vedono alterato il loro normale ciclo di produzione, non dando alla fine frutti, e poi ci troviamo ad acquistare frutta di “stagione” a prezzi assolutamente fuori mercato perchè facciamo arrivare la frutta da continenti lontani pur di vederla sulle nostre tavole.

Personalmente a me fà molto male vedere la montagna in questa situazione, e non voglio trovarmi a dire un giorno “C’era una volta la neve…”. Dobbiamo, secondo me, ripensare anche ad un modello turistico diverso, più rispettoso, più inclusivo, con sguardo lungimirante, ma dobbiamo farlo ADESSO. Proviamo a inventarci un modello turistico fatto di piccoli gruppi, momenti esperienziali e intimi, smettiamo di pensare alla montagna con grandi numeri, indirizzati esclusivamente al mero guadagno. Ciò che ci ha fatto ammirare la montagna nei secoli, la sua bellezza, la sua imperiosità, il suo silenzio, la sua regolarità nell’alternanza delle stagioni, facciamo in modo non finisca in un libro di storia, dove magari i nipoti dei nosri figli potrebbero leggerlo un giorno.

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