La storia di tre fratelli (speciali).

Questa storia ha inizio migliaia di anni fa’, ma nonostante sia così radicata nel passato, è allo stesso modo una storia attuale, e ancora oggi, molto affascinante. Si parla di tre fratelli, che nonostante nascano nello stesso luogo, poi il tempo li ha portati a prendere strade diverse, alcune molto gloriose, altre tranquille e costanti, e a voler guardare bene, comunque, tutte e tre perpetue.

Innanzitutto parliamo un po’ del loro luogo di nascita, anch’egli proveniente da un passato più che remoto, e che ora fa’ mostra di sé sull’Appennino Tosco Romagnolo, con i suoi 1357 metri di altezza, e il suo abito di faggete e conifere che lo rendono attrattivo, per migliaia di escursionisti. Questo luogo, si chiama Monte Fumaiolo, un massiccio di roccia arenaria, fratello a sua volta dei massicci di San Marino e dell’imponente roccia di Bismantova, che domina il reggiano.

Ora dopo aver svelato il luogo di nascita sveliamo quello dei nomi dei tre fratelli, che in ordine alfabetico si chiamano Marecchia, Savio e Tevere, tre fiumi che partendo dal Monte Fumaiolo poi vanno a bagnare città Capoluogo di Provincia come Rimini, Cesena o Capitali come Roma. Sono tre fratelli che percorrono strade molto diverse, più o meno lunghe, con risvolti storici importanti o con una vita piùttosto tranquilla.

Il Fiume Marecchia, sgorga nel versante che guarda alla Toscana, e nel primo tratto infatti bagna anche quel territorio, nel Comune di Badia Tedalda, per poi entrare nel territorio della Romagna, e scorrere per 70 km, fino al Mare Adriatico. Il Marecchia è l’antico Ariminus, nome che poi venne attributito all’abitato costiero di Rimini, e oggi, nel suo ultimo tratto pianeggiante, è il corso d’acqua che delimita a sud la Pianura Padana. Nel suo corso costeggia anche la Repubblica di San Marino di cui accoglie anche il rio omonimo e il Fosso della Fiocca, conosciuito meglio con il nome di Torrente Ausa. Una sua caratteristica geologica è quella di avere una notevole portata d’acqua sotto il substrato del suo letto di scorrimento.

Il Fiume Savio invece, piu’ lungo del precedente (147 km), nasce nel versante di Montecoronaro, con il nome di Fosso Grosso, e dopo percorso le campagne del Comune di Cesena, arriva nella Provincia di Ravenna dove sfocia nell’Adriatico, tra Lido di Classe e Lido di Savio. Ha una formazione pressocè torrentizia come il Marecchia, ovvero con grosse piene autunnali e pressochè in secca durante l’Estate. Il suo più grande affluente è il Torrente Borello che lo raggiunge nei pressi di Cesena. Pochi chilometri dopo la sua sorgente il fiume forma il bacino artificiale di Quarto, secondo per importanza in Romagna dopo Riddracoli.

Il Fiume Tevere, beh, chi non lo conosce direi, visto che è il fiume che al termine del suo corso bagna la Città Eterna, ovvero Roma, con tutte le sue vicente storiche. Attravesa tutta l’Italia Centrale con i suoi 405 km, passando attraverso la Romagna, la Toscana, l’Umbria e il Lazio, guadagnandosi così il titolo di fiume appenninico numero uno sia per lunghezza che per la portata d’acqua. Il suo legame con Roma parte da quando una lupa trova e accudisce due gemelli , ritrovati dentro ad una cesta di vimini che navigava nelle sue acque, ovvero dalla leggenda di Romaolo e Remo, e da li in poi tanta acqua è pasata sotto i ponti costruiti per attraversarlo.

Un’altra curiosità su questi speciali fratelli, è quella che tutti e tre sfociano, o attraversano come ultimo centro abitato, una città di grande importanza storica, legata al periodo di gloria dei Romani, ovvero Rimini, l’antica Ariminum, Cesena e appunto Roma, a sottolineare l’importanza che quel popolo dava appunto ai fiumi e alla loro navigazione, attribuendogli proprietà militari strategiche. Navigazione oggi, che solo il Tevere oggi in parte ha mantenuto, anche perchè i fratelli minori con il passar del tempo hanno preso sempre più un aspetto torrentizio.

Quindi, dopo tutto ciò, a me non rimane che proporvi di venire personalmente a fare la conoscenza di questi tre fratelli così speciali, e dalla storia antica, affinche poi, una volta fatta la loro conoscenza, possiate raccontare a vostra volta le loro storie, aiutando così il tempo, a renderli eterni

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