Cartoline dal “Canada”

Almeno una volta nella vita, suggeriscono di soddisfare e realizzare, un sogno che si tiene scrupolosamente chiuso in un cassetto, uno di quei sogni che si ha paura di raccontare per scaramanzia, uno di quelli che ci fa battere forte il cuore. Ovviamente anche io ne avevo alcuni, e uno era legato al lontano e selvaggio Canada.

Da fotografo amatoriale quale sono, per molti anni, ho provato invidia e ammirazione, per quegli scatti che riproducevano i colori emozionanti, e a mio vedere unici, del foliage delle foreste canadesi, che consideravo, e in parte considero tutt’ora, uno degli spettacoli più belli che Madre Natura possa offrire.

In questi ultimi 6, 7 anni però, grazie anche ad un maggior avvicinamento al mio territorio, che volenti o nolenti, anche lui risente delle mutazioni climatiche del nostro intero Pianeta, ho notato come L’Autunno avesse colori più accesi, tonalità più luminose ed emozionanti, di quelle che, ad un amante del Foliage non passano inosservate.

Nei nostri boschi appenninici, fatti soprattutto di Aceri, Querce, Olmi, Cerri, Ornelli, e nelle zone più alte da Faggi, Castagni e qualche conifera, causa abbondanti piogge stagionali, eravamo abituati a vedere un fogliame sempre molto scuro, perché l’umidità abbondante le caricava d’acqua, facendole cadere ed appassire molto velocemente, togliendogli la possibilità di poter sfoggiare le loro livree multicolore.

Negli ultimi anni invece, causa autunni meno piovosi e molto più caldi, assistiamo a lunghi periodi dove il passaggio, dal verde estivo delle chiome, alla condizione invernale fatta di rami spogli, ci permette di essere testimoni di un lungo e coloratissimo passaggio dove ogni albero, ogni cespuglio, dà il meglio di sé, sfoggiando una serie di colori che catturano lo sguardo ed emozionano il cuore.

Come tutti i grandi sogni, quello di poter assistere ad un Autunno canadese, rimane, ma in parte, ho potuto sostituirlo con una visione realistica, e in parte onirica, dei miei autunni appenninici, che mi regalano emozioni a non finire, che danno nuova luce, e ne aumentano il fascino, a scorci panoramici già molto particolari e carichi di meraviglia.

Calde macchie di colore

Se anche voi volete farvi abbracciare da queste emozioni, non dovrete fare altro che venire nell’entroterra appenninico della provincia riminese, su dove Toscana e Romagna confinano da sempre, dove la Natura non si trattiene mai, in nessuna stagione, di regalare il meglio di sé. A questo angolo, ancora poco conosciuto, che funge da riparo e cornice alla parte finale della Pianura Padana, ricco di Storia e Storie, potrete fare riferimento ogni qualvolta vogliate fare un pieno di serenità, di meraviglia, senza temere di venire delusi.

La Valmarecchia quindi, vestita in questo periodo di colori “canadesi”, vi aspetta con impazienza per donarvi questo suo spettacolo spontaneo e genuino, che vi farà sognare ad occhi aperti e vi regalerà incanto e bellezza, serenità e voglia di lasciarsi andare a questo abbraccio caloroso e sincero. VALMARECCHIA … UN CUORE DI EMOZIONI.

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