La vita voluta da altri

Nei prossimi giorni, celebreremo la Liberazione della nostra Nazione dall’oppressione del Nazifascismo. Sarà una giornata molto importante per tutti noi. E proprio pensando a questa giornata mi sono soffermato a riflettere sulla parola Liberazione. Oggi, anno 2022 da cosa dovremmo realmente liberarci ?

Sicuramente di una cosa, non dovremmo mai liberarci, ovvero della Memoria. E partendo da questa affermazione, mi piacerebbe portarvi con me in un “viaggio”, una “analisi” sulla conoscenza e l’ignoranza (ovvero la mancanza di conoscenza).

Spesso, troppo spesso, facciamo affermazioni che non arrivano da una nostra diretta conoscenza della materia, sulla quale si basano le parole da noi riportate. Spesso, troppo spesso, usiamo affermazioni altrui, senza riflettere, senza realmente capire quelle parole. Spesso, troppo spesso, sposiamo teorie solamente in base alla simpatia di chi se ne fa portavoce. Un politico, un giornalista, uno scrittore, oppure un attore o un cantante, una persona qualsiasi.

Conoscere, io credo, sia fondamentale in ogni campo dell’attività umana. Del resto, perno centrale delle nostre civiltà, è l’istruzione, la Scuola, palestra che dovrebbe aiutare l’individuo a crearsi una propria “cultura” un proprio “pensiero critico”. Aihme, questo aspetto l’istruzione moderna, secondo me, lo ha un po’.. dimenticato.

Conoscere è sperimentare, confrontarsi, formare passo dopo passo una propria idea, su un avvenimento, un periodo storico, un movimento politico o una associazione ambientalista o umanitaria. Confrontarsi, in maniera civile ed educata, fa crescere le persone. Sperimentare, sbagliare, fa crescere le persone.

Negli ultimi decenni, e a guardar bene, dall’uso della televisione come strumento di comunicazione di massa, si è assistito, ad una omogenea forma di pensiero dettata dal bombardamento continuo di “informazioni” che più che essere materia di confronto, sono “dictact pubblicitari” che spesso scambiamo per verità. In molti pensano “se lo dice la televisione sarà vero” oppure “lo ha detto lei/lui che è sempre in tivù, deve essere vero per forza” senza verificare, conoscere a fondo, quelle parole, quelle affermazioni. In una società che corre, corre sempre (ma dove vada non è del tutto chiaro), fermarsi a riflettere, prendersi del tempo per informarsi attraverso la lettura di un libro, è un lusso che non tutti si possono concedere, ma dovrebbe essere una necessità che tutti dovrebbero invece avere. Ma questo vale anche per le grandi testate giornalistiche o per i canali “All News” delle reti televisive, pubbliche o private, per i nuovi “Social”.

La Guerra, le crisi economiche, il declino del rispetto dell’Ambiente in cui viviamo, hanno secondo me, tutti la stessa base di partenza, ovvero l’ignoranza, la non conoscenza, e finché non ci libereremo da un “pensiero uniforme” calato molto spesso dall’alto, finché non ritroveremo la forza di un nostro pensiero critico, dovremo sempre affrontare passivamente LA VITA VOLUTA DA ALTRI. E allora LIBERIAMOCI e torniamo a sviluppare curiosità, a sbagliare, a confrontarci in serenità, e credo che così facendo, potremo trovare le giuste soluzioni ai problemi che ci affliggono, ci bloccano, ci rendono “pericolosamente” uniformi.

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