Uomini e Donne della Valmarecchia: il Dott.re Luigi Bagli

In una valle come la nostra, fatta di luoghi impervi, borghi difficilmente raggiungibili, al confine con tre regioni, le storie da raccontare non mancano di certo. Chi si fà ricordare per la sua resilienza, chi per atti di coraggio o di codardia, chi ha speso la propria vita per gli altri, chi è dovuto andarsene per cercare la propria fortuna, ma di storie affascinanti, curiose e da rivivere, ne abbiamo davvero tante.

Quella dalla quale voglio partire, è quella di un uomo, un medico, che in un periodo storico non facile davvero, ha fatto il possibile per occuparsi del prossimo, raggiungendolo anche in punti del territorio impervi e con condizioni metereologiche davvero proibitive. Quest’uomo era un medico, e più precisamente il Dott.re Luigi Bagli, il medico condotto del Comune di Casteldelci fino alla fine degli anni ’70 dello scorso secolo, dove in mezzo a mille difficoltà, ha sempre portato il suo aiuto, la sua medicina.

Personaggio istrionico, lo si vedeva arrivare il più delle volte a cavallo, l’instancabile Sabaudo, un nome che la diceva lunga, grazie al quale poteva raggiungere frazioni lontane dal capoluogo come Gattara o Fragheto, località come Frassineto, Campo, Durceto o Pianfera, in un periodo storico dove esistevano sentieri e mulattiere, dove le strade e le macchine erano davvero cosa molto rara in questa parte di Valmarecchia in quegli anni. Neve, ghiaccio, vento, pioggia, nulla lo fermava, quando qualcuno veniva a chiamarlo per delle urgenze, lui saltava sul suo cavallo bianco (come fosse un principe temerario), metteva la sua mantella pesante, salutava la moglie Rina, e partiva alla volta dell’ammalato.

La sua medicina era per lo più della penicellina e delle parole di conforto, perchè in quegli anni le medicine erano davvero poche, e non sempre era possibile farsele arrivare o andarle a prendere alla farmacia più vicina, che era quella di Pennabilli. La popolazione era pressochè composta di contadini, grandi lavoratori della terra, che non si fermavano davanti ad una febbre, ad un dolore, perchè c’era da portare il pane sulla tavola tutti i giorni, perchè gli animali dovevano essere sempre e comunque accuditi, i campi sistemati. Con quel poco che aveva, curava ogni male, ogni dolore, ma soprattutto faceva sentire meno sole le persone. Andavi da lui per il Vaiolo, per un dente dolorante, per un callo, un mal di testa, per una frattura o un dolore intestinale. Erano tempi dove un medico, era mille specialisti, e di lui ti dovevi fidare. Quando sentivi che arrivava il Dott.re Bagli, la prima cosa da fare, era preparare il caffè, molto caffè, perchè vuoi per il fatto di doversi riscaldare, vuoi perchè in effetti ne fosse molto goloso, dottore e caffè erano un binomio sicuro, come sicuro era che come pagamento per la sua prestazione, in maniera più o meno diretta, chiedeva uova, altro binomio, che il più delle volte lo contraddistingueva.

Negli ultimi anni, dopo comunque gli anni ’60, lo si vedeva arrivare a bordo della sua macchina, che lo rispecchiava in tutto e per tutto, una vecchia fiat 850 color caffelatte, dove al suo interno trovavi ogni cosa possibile, come fosse un gran bazar. Quest’uomo così particolare, era un gran dongiovanni, e per tanto anche un poeta, e nella sua vita pubblicò due raccolte di poesie, molto apprezzate, la prima nel 1958 per la collana “Poeti d’oggi”, la seconda nel 1977, con “Plenilunio”, poesie dai temi che nascevano dal suo vissuto, e dal territorio che quotidianamente attraversava.

Un esempio della poetica del Dott.re Bagli:
MAGGIO
Di novel manto o maggio
la terera tu rivesti
beltà, gioia ridesti
dal suo rinato sen.
Và d’amor il tripudio
sui talami odorosi
d’accordi armoniosi
è tutto l’aer pien.
Pur, maggio, in me ridesti
la vita ai suoi tepori
spuntano aulenti fiori
sul fondo del mio cuor.
Nel mio cervel fioriscono
di bei pensieri aiuole
sul mio labbro parole
d’ineffabile amor.

(Dalla raccolta Plenilunio 1977)

Questa la prima storia, di tante che vorrei raccontare, perchè a me piace sempre pensare, che noi oggi siamo quello che, prima di noi, altra gente è stata, ovvero quel che siamo è frutto delle esperienze di chi prima di noi ha calpestato queste terre, ed è dal loro vissuto che abbiamo appreso la vita, persone che ci hanno lasciato insegnamenti da un vissuto che oggi ci sembra lontanissimo, ma che invece ci contraddistinque in maniera molto decisa, persone che hanno portato avanti le tradizioni, le usanze, che oggi andiamo a ricercare, per dare un senso maggiore alla vita che stiamo vivendo. Persone uniche e indimenticabili.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...