Approfittiamone.

Nonostante da più parti sia stata fatta pressione affinché il colosso Russo, non continuasse a nutrire pretese sulla vicina Ukraina, nonostante la Storia ci ricordi ogni giorno gli sbagli fatti e che sarebbe opportuno, giusto, sacrosanto non ripetere, la guerra è riapparsa nel cuore dell’Europa. Dopo le prime schermaglie, ora siamo già nella fase delle lacrime, della morte, della paura. Sul campo forze avverse che non ne vogliono sapere di fare un passo indietro, e tutt’attorno una politica che fà fatica a far sentire la propria voce. L’economia, come sempre, inizia a mostrare tutti i suoi limini, fra sanzioni, divieti, chiusure, dove nonostante tutto il dolore e la distruzione, qualcuno si arricchirà, e non mi riferisco solo al mondo delle armi, ma anche chi, fra una sanzione e un blocco, ne approfitterà per fare speculazioni, per affossare prodotti e mercati, e magari fare affari, non proprio puliti.

Il verbo “approfittare”, quando è legato a guerre, o altre calamità, quando viene associato a persone che incuranti della povertà altrui, pensano solamente ad accumulare ricchezze, è senza alcun dubbio, un verbo recepito come “negativo”. Ma io credo che possa anche essere, udite udite, “un’opportunità”, si, esattamente, quando si può approfittare di un periodo buio, per fare uscire un momento di luce, far crescere un seme nuovo. Oggi io vorrei approfittare della guerra, vorrei che questo conflitto fosse per noi, un’opportunità, uno punto di riflessione, che ci possa far crescere, ci aiuti a guardare oltre.

Ieri, in molti borghi e villaggi, ma anche in molti sobborghi e periferie delle città, erano presenti orti, e appezzamenti di terra coltivati e curati, al fine di poter avere, per la propria famiglia, cibo genuino, una pratica che purtroppo stava davvero sparendo. Con sanzioni che bloccano al confine il combustibile che servirebbe al normale funzionamento delle nostre case, delle nostre aziende, con prezzi e costi che sanno solo salire, e crescere, noi non sappiamo come affrontare il problema, quali soluzioni porre, quale via di fuga intreprendere. Ebbene, qui io credo nascano le opportunità. Torniamo a coltivare i nostri orti, facciamo crescere la nostra agricoltura, cerchiamo un modo sostenibile per coltivare e per far crescere una agricolturra maggiormente consapevole, torniamo a fare sperimentazioni, facciamo crescere la ricerca, addentriamoci in nuovi mondi, per ottenere energia pulita.

La nostra tradizione italica, racconta sempre di un popolo che non si piegava, che inventava, guardava avanti, e forse è ancora così, un popolo che di fronte alle difficoltà, tirava fuori il colpo di genio, e usciva dalla difficoltà a testa alta, con orgoglio. Mi chiedo se quel genio sia ancora dentro di noi. Qualora ci fosse, lasciamolo uscire, mettiamoci attorno ad un tavolo e cerchiamo di capire, quali possano esser le azioni necessarie, per essere meno dipendenti dagli altri, meno fragili di fronte ad eventi che bloccano i mercati, che ci impongono spese che potremmo così, non dover più affrontare. Dimmi, non sarebbe un mondo migliore ? Riprendiamoci il nostro tempo, la nostra vita, e dedichiamoci a creare qualcosa che produca positività, che ci possa regalare una salute migliore, qualcosa che ci renda maggiormente orgogliosi di noi stessi, che possa rafforzarci e renderci indipendenti. Possiamo farlo.

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