L’Agricoltura “Rosa” del nuovo Millennio

Come già avvenuto in passato, nel periodo fra le due grandi Guerre, anche oggi, pur con una consapevolezza diversa e maggiore, il mondo agricolo è soprattutto in mano alle donne.

Nella realtà contadina, oggi come ieri, la “quota rosa” è sempre stata determinante, quando non addirittura basilare, soprattutto nei momenti nei quali gli uomini erano impegnati altrove, e le famiglie avevano bisogno di mangiare. Le donne, impegnate, sempre e comunque, nelle faccende domestiche, spesso hanno dovuto occuparsi anche dell’attività di famiglia, si sia trattato di coltivare i campi, accudire greggi, portare avanti gli orti, o allevare pollame. Negli anni passati, ad inizio del secolo scorso, con gli uomini al fronte, tutto ricadde sulle spalle delle donne, e in zone rurali, interne, appenniniche, le difficoltà andavano a sommarsi. Le famiglie erano numerose, le bocche da sfamare erano tante, e le donne, con coraggio, risolutezza e grinta, quella che le ha sempre contraddisitinte, si sono caricate le esigenze familiari, e si sono rimboccate le maniche.

Era una società povera, quella dei primi decenni del ‘900, basata sui prodotti agricoli, e le donne fecero la loro parte nella coltivazione del grano, nella pastorizia, nelle risaie del nord Italia. Ruolo importante, soprattutto qui in Romagna, è stato ed è, quello della “AZDORA”. Il suo nome, in dialetto romagnolo, significa “reggitrice”: l’Azdora in effetti, nella società tradizionale di questo tratto della costiera adriatica, era la matriarca, dalla quale dipendeva l’amministrazione della casa e della famiglia. Nelle case degli italiani c’erano quasi sempre un pollaio, un orto da coltivare, degli animali, pecore, capre o vacche, che fornivano carne e latte, alimenti base di quegli anni. Dopo aver accudito casa e figli, pensato al pranzo e alla cena, al bucato (con famiglie composte anche da 15 persone), andavano a prendersi cura dei campi, iniziando a prendere i primi contatti anche con mezzi agricoli quali i trattori, metitrebbie, macchinari tipicamente maschili.

Oggi, con maggiore consapevolezza, cultura e possibilità, le donne hanno proseguito sulla strada della conservazione del territorio tramite le aziende agricole, spesso biologiche, perchè la donna ha portato, e porta, uno sguardo “matriarcale” sulle moderne attività, quindi maggiormente attenta alla cura, alla qualità, dei terreni, alla tradizione nelle coltivazioni, ma anche consapevole che il mondo offre nuove sfide, e quindi in prima fila nello sviluppo tecnologico dei mezzi di coltivazione, produzione e commercializzazione dei prodotti.

Non ci sono categorie merciologiche dove le donne non mettano a disposizione il loro sguardo attento, che si tratti di coltivare fiori in serra, di curare la produzione di oliveti secolari o di vigneti eroici, pronte a scommettere (e a vincere) su nuovi abbinamenti caseari, a portare avanti una visione ecologica e a impatto zero, delle loro aziende. Le vedi ricoprire ruoli manageriali, sempre seguendo l’esempio di nonne e madri, che nella loro infanzia hanno trasmesso loro un amore vero, per ciò che da sempre, è alla base della nostra vita, ovvero la Terra, e il rispetto per essa, a trecentosessanta gradi. Sono le più attente al Biologico, al sano, genuino, alle filiere che rispettano la sostenibilità, al territorio, sono le prime a preoccuparsi della qualità dei prodotti, qualunque essi siano, dallo zafferano alle castagne, dai pomodori alle uve di vitigni secolari, dalle patate alle nuove varietà di pesche o albicocche.

Questo “women power”, fortunatamente, stà procedendo a passi veloci, in tutto il pianeta, sia nelle zone più povere, che in quelle maggiormente industrializzate, e io credo sarà quella forza, quel coraggio, che ci salverà, da una distruzione del Pianeta, che oggi sembra irreversibile, grazie al loro istinto materno e alla conservazione, innati nella donna, e dovremo essergli davvero grati per tutto l’apporto che daranno, in tutto il mondo, siano esse contadine nel Niger, in Turkmenistan, in Oklaoma o in Italia, oppure imprenditrici e manager dietro ad una qualsivoglia scrivania.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...