Insegnare “La Memoria”

In questi giorni, ed esattamente il 27 Gennaio 2022, si celebra la Giornata Mondiale della Memoria, ovvero il ricordo da tramandare per non ripetere, perchè l’Olocausto, non torni ad esistere, e con lui l’antisemitismo, il razzismo, la superiorità della razza. Pagine buie, disumane, spaventose così tanto, possono essere difficili, anche solo da immaginare per chi è nato negli ultimi decenni, fatti di visioni positive, tecnologia e social, ma che è importante, proprio loro, conoscano approfonditamente, perchè il futuro che è nelle loro mani, non li veda compiere nuovamente errori simili.

MAI PIU’

Ecco allora che si impone la necessità di INSEGNARE LA MEMORIA. Già, ma come ? Io non sono un educatore, ma credo che così come è stata presentata a me la storia di questa giornata, possa essere un buon inizio, e dunque, inizierei consigliando di approfondire il significato delle parole diversità, discriminazione, segregazione, entrare nel loro significato, aprirle, e vederne tutte le declinazioni, è già questo mi sembrerebbe un buon primo passo, per entrare poi nel mondo di azioni aberranti e disumane, che mai più devono accadere. Un secondo passo potrebbe essere poi, andare a sottolineare le ugualianze e le diversità, fra noi e chi quelle azioni le ha subite, o le ha inflitte, cercando di entrare nella sfera dell’empatia, o dell’antipatia, per poi andare insieme a definire il ricordo, partendo da quello individuale fino a quello collettivo.

L’olocausto, che qualcuno continua ad affermare non sia mai avvenuto, proprio grazie al suo essere così inumano, crudo, drammatico, ci pone davanti al fatto che l’uomo, l’essere umano, sà arrivare anche a livelli davvero alti di aberrazione, di depravazione, difficili da pensare, immaginare e per molti di noi da rendere reali. In quel periodo morirono per mano dei tedeschi, migliaia di persone, ma non solo, l’Olocausto è il caso di genocidio storicamente meglio e più documentato, ma nonostante ciò, calcolare il numero esatto di persone che morirono come conseguenza delle politiche naziste è un’impresa impossibile. Non esiste alcun documento che riporti con esattezza il numero delle vittime.

Esistono comunque luoghi che tengono viva questa memoria dolorosa, luoghi dove si può incontrare la parte più nera dell’animo umano, ad esempio, partendo dal Memoriale dell’Olocausto a Berlino, dal Campo di Sterminio di Auschwitz-Birkenau a Cracovia, uno dei tanti campi di concentramento e di sterminio (alcuni li possiamo trovare anche in Italia, come il Campo di Prigionia di Fossoli), dalla Fabbrica di Schindler, sempre a Cracovia (perchè Schindler non è solo fantasia da film Hollywoodiano), dalla Casa di Anna Frank ad Amsterdam, dal Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, di Torino, il Museo della Shoah di Milano, alle Pietre d’Inciampo, che solo in Europa sono settantuno mila, poi ovviamente ci sono il Museo dell’Olocausto Yad Vashem, a Gerusalemme e l’Holocaust Memorial Museum di Nev York.

In quel periodo storico, si è assistito alla contrapposizione di Tedeschi ed Ebrei, in generale, e piu’ nello specifico fra Razza Ariana, o “Razza Pura”, e Razza Ebrea, e questo ha portato al fratricidio, alla bieca denucia del vicino di casa, del proprio marito o della propria moglie, pur di vedere salva la vita, toccando così un punto che, definire basso, nella scala dei valori umani, è davvero poca cosa. Tutto questo tocco’ anche all’Italia, dal momento che, Mussolini si unì alla guerra Hitleriana, e alla sua ideologia di superiorità. Fu davvero una pagina triste.

E allora, affinchè tutto l’odio, le aberrità, le lacrime versate, le paure, le morti causate dalla pazzia di un uomo prima, di un popolo poi, non si ripetano, è necessario conservarne la memoria, insegnare la memoria ai più giovani (ma non solo a loro), portarli a contatto con i pochi (purtroppo), che possono ancora dire “io c’ero !”, testimonianze viventi importanti, importantissime, affinchè si possa riconoscere per tempo, una deviazione simile e contrastarla, umiliarla, annientarla, e lo possiamo fare solo con la conoscenza, l’istruzione, la presa di coscenza di un’orrore, che ha segnato per sempre l’umanità.

Nel suo essere un piccolo museo, ma un grande testimone di ciò che l’uomo può fare, ricordo che a Casteldelci, all’interno della Casa Museo Sandro Colarieti, si trova il Museo-Sezione di Storia Contemporanea dedicato alla Strage di Fragheto del 7 Aprile 1944, che è stato fortemente voluto dall’Associazione Borgo della Pace, proprio a sostegno della Memoria, e dell’insegnamento che se ne può trarre .

“La memoria è la facoltà probabilmente più importante di cui ci è dato disporre e dobbiamo coltivarla” (D. Demetrio)

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